Mobilità sostenibile e trasporto pubblico locale

La mobilità delle persone e delle merci è il risultato di un complesso fenomeno di interazione economica e sociale tra il sistema delle attività residenziali, economiche e produttive, distribuite sul territorio ed il sistema dei trasporti: quest’ultimo, quale insieme di infrastrutture, veicoli ed organizzazione della circolazione, è il presupposto ed al tempo stesso la conseguenza dello sviluppo economico di una comunità.
Se tradizionalmente il soddisfacimento del bisogno di mobilità ha sempre presupposto un notevole impatto in termini economici, sociali ed anche ambientali, la sfida della mobilità sostenibile è proprio quella di proporre un modello di mobilità che consenta il movimento con il minimo impatto ambientale e territoriale coniugando la prospettiva dell’interesse generale con quella dell’interesse particolare, di impresa ed individui. 
Secondo la definizione dell’OECD (Organizzazione Economica per la Cooperazione e lo Sviluppo), infatti, la Mobilità Sostenibile è la forma di mobilità "che non mette in pericolo la salute della popolazione o degli ecosistemi e concilia la soddisfazione del bisogno di accessibilità con:

  • l'uso di risorse rinnovabili in un tempo uguale o inferiore a quello che esse impiegano per riformarsi;
  • l'uso di risorse non rinnovabili in misura uguale o inferiore al tasso di sviluppo di risorse alternative che siano rinnovabili".

In particolare il trasporto urbano ha un ruolo fondamentale nella realizzazione degli obiettivi di crescita sostenibile, coesione sociale e competitività economica. I decisori locali devono attuare politiche di trasporto sostenibili e integrate che ottimizzino l’uso di tutti i modi di trasporto per passeggeri e merci. La sfida è quella di rispondere alle esigenze dei cittadini per il trasporto accessibile, affidabile, efficiente e sicuro.
La risposta a tali esigenze richiede una sinergia tra innovazione tecnologica, ottimizzazione dell’impiego dei veicoli e delle infrastrutture tramite adozione di sistemi ITS e di procedure organizzative, incorporando misure atte a rispondere alle sfide sociali ed ai vincoli ambientali, in un’ottica di sharing economy e smart city. In questo contesto si incardina l’attenuazione dell’impatto ambientale che può tradursi nell’uso di combustibili alternativi sostituti delle fonti fossili di petrolio e che possono contribuire alla decarbonizzazione, l’incremento dell’uso dei modi di trasporto collettivo, della bicicletta, nonché dei sistemi che contemplano la condivisione del veicolo (car pooling, car sharing).
E’ evidente che la riuscita di ogni input politico in questo ambito è fortemente condizionata anche dal consolidarsi di una presa di coscienza collettiva del progressivo deterioramento dell’ambiente: occorre dunque accompagnare l’azione politica con dinamiche che guidino e supportino stili, abitudini quotidiane e modalità di percezione della città e dell’ambiente da parte di tutti i cittadini. 
Per le ragioni su esposte, il tema mobilità sostenibile deve intercettare, coordinare e raccogliere:

  • le competenze di amministrazioni centrali quali il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il Ministero dell’Ambiente, dello Sviluppo economico e della Salute, ma anche di enti locali ed in particolare di Regioni e Comuni;  
  • i contributi che possono derivare dall’interlocuzione con stakeholder qualificati inerenti i rispettivi settori di competenza in relazione alle tematiche affrontate (per esempio in tema di mobilità si possono individuare nei gestori delle infrastrutture dei trasporti, nei costruttori di veicoli, nelle imprese operanti nell’ambito della elettrificazione delle infrastrutture, ecc.);
  • gli esiti di un’eventuale fase di controllo e monitoraggio delle misure e delle azioni individuate.


Al fine di pervenire gli obiettivi sopra citati il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti istituisce la Conferenza Nazionale sulla mobilità sostenibile e il trasporto pubblico locale, quale tavolo tecnico multidisciplinare, articolato in cinque macro aree:

  • Normativa Piano Nazionale Infrastrutturale per la Ricarica dei veicoli alimentati ad Energia Elettrica: standard tecnici e regolamentazione
    • Piano nazionale infrastrutturale – PNire
    • Direttiva DAFI
    • norme IEC 62196‐1 e IEC 62196‐2 (SC 23H)
    • CEI 69‐6 (CT312) 
    • IEC61851
    • nuove legislazioni in materia
  • Mezzi elettrici privati e micromobilità elettrica
    • Produttori di veicoli elettrici
    • Produttori di batterie e di componentistica
    • Produttori di mezzi di trasporto elettrici per la micromobilità quali hoverboard monopattini e monoruota
    • Fornitori di cavi dedicati alla mobilità elettrica
    • Fornitori del punto di ricarica per le vetture elettriche 
    • Provider del servizio di ricarica che cura e gestisce tutti gli aspetti commerciali legati alla ricarica dei veicoli e stipula contratti con i clienti finali per l’erogazione dell’energia 
    • Fornitori di tecnologia digitale per gestire dati, servizi, mappe, itinerari, pagamenti attraverso app o siti web dedicati
    • Fornitori di servizi di assistenza e riparazione
    • Possessori del veicolo elettrico che possono avere diversi contratti per gestire le ricariche nelle reti di diversi provider, ma anche avere a casa propria una infrastruttura dedicata e predisposta per ricaricare di volta in volta all’occorrenza il proprio mezzo
  • Strategia e innovazione per la mobilità elettrica in Italia
    • Colonnine di ricarica «smart»
    • Sviluppo tecnologico dei veicoli elettrici
    • Sviluppo digitale
    • Finanziamenti pubblici e incentivi
  • Framework nazionale per l’adozione e lo sviluppo di politiche di City Logistics
    • Modello di riferimento per l’implementazione di soluzioni 
    • Definizione di un approccio standard per operatori economici e amministratori
    • Ottimizzazione procedure di accesso e regolamentazione
  • Architetture di servizio e di controllo per la gestione
    • Definizione di un’architettura interoperabile dei sistemi informativi
    • Individuazione dei servizi standard necessari per la corretta gestione
    • Realizzazione di una piattaforma di controllo aperta e distribuita 
  • Modelli operativi per la distribuzione delle merci
    • Centrale di coordinamento 
    • Ottimizzazione utilizzo piazzole di carico-scarico
    • Individuazione dei portali di accesso
    • Condivisione dei mezzi di trasporto merci
    • Tracciamento e controllo dei percorsi
  • Misure per orientare il cittadino all’utilizzo della modalità di trasporto pubblico   in luogo di quello privato con effetti in termini ambientali, sociali ed economici
    • Piani urbani della mobilità sostenibile
    • Incentivi fiscali
    • Campagne pubbliche di informazione anche nelle scuole
    • Promozione della integrazione modale
  • Rinnovo e potenziamento sostenibile dei sistemi di trasporto pubblico locale
    • Programma di sviluppo, nel medio periodo (10 anni), dei sistemi di trasporto rapidi di massa (metropolitane, tramvie, filovie) in tutte le citta metropolitane e nei comuni con oltre 100.000 abitanti
    • Programma di rinnovo, nel breve / medio periodo ( 5-10 anni)   dei parchi autobus utilizzati per i servizi pubblici locali, in particolare urbani nelle città metropolitane e nei comuni con oltre 100.000 abitanti
    • Stabilizzazione dei flussi di finanziamento pubblici e delle procedure di assegnazione degli stessi al fine di garantire con continuità lo sviluppo dei programmi di investimento
  • Sistemi complementari al trasporto pubblico di linea   quali la sharing mobility
    • Servizi di vehicle-sharing
    • Servizi di ride-sharing
    • Sviluppo della sharing mobility nelle aree a domanda debole ( aree periurbane ed aree interne)
    • Creazione di piattaforme per mobilità condivisa
    • Sviluppo mobilità ciclistica
  • Omologazioni e conformità dei prodotti automotive in ambito nazionale e internazionale
    • Veicoli innovativi altamente automatizzati (ampliamento del perimetro del DM 70/2018)
    • Definizione e sperimentazione di servizi innovativi di mobilità, con veicoli innovativi altamente automatizzati
  • Guida automatica e connessa: responsabilità in caso di sinistro
    • Definizione responsabilità in caso di sinistro
    • Nuove formule assicurative per i veicoli automatici e loro impatti economici, sociali, legali, etici
  • Veicoli intelligenti per il monitoraggio delle infrastrutture e la sicurezza dei trasporti
    • Nuove metodologie di monitoraggio strutturale delle infrastrutture viarie, in tempo reale
    • Gestione dei dati di monitoraggio delle infrastrutture viarie, apertura dei dati, modelli di business
  • Guida assistita (ADAS) e normativa dell'Ente nazionale italiano di unificazione (UNI)
    • Sistemi ADAS, regole d’uso e condizioni di attivazione / disattivazione
    • Nuovi scenari relativi alla guida assistita
  • Sperimentazione della guida automatica e connessa in ambito nazionale e internazionale
    • Linee Guida nazionali per la sperimentazione di veicoli a guida automatica e connessa
    • Osservatorio europeo per il monitoraggio delle sperimentazioni su scala nazionale e internazionale
    • Modalità di supporto alle sperimentazioni locali da parte del MIT 
    • Certificazione del livello di automazione dei veicoli
    • Linee guida per accedere a Fondi europei di finanziamento per progetti in ambito Smart Road e sperimentazione veicoli connessi e a guida automatica
  • Validazione e aggiornamento dell'Allegato A - "Specifiche funzionali" al Decreto Smart Road
    • Cartografia
    • Monitoraggio strutturale e geotecnico
    • BIMM (Building Information Modelling and Management)
    • Sistemi di gestione e servizi informativi
  • Riorganizzazione degli spazi urbani in favore della mobilità attiva
    • Organizzazione della sezione stradale e della relativa circolazione stradale con particolare riferimento ad aree maggiormente sensibili
    • Coordinamento pianificazione urbanistica ed infrastrutture stradali
    • Scambio modale in favore della mobilità attiva
  • Identificazione dei fattori di incidentalità, definizione di interventi volti a migliorare la sicurezza stradale, valutazione della efficacia
    • Analisi di incidentalità
    • identificazione dei fattori maggiormente significativi per l’incidentalità
    • definizione degli interventi volti a migliorare la sicurezza stradale in relazione alle caratteristiche tecnico-funzionali della strada
    • metodi per la valutazione della efficacia degli interventi
  • Controlli sui comportamenti degli utenti della strada
    • Identificazione dei tratti o dei punti singolari sui quali operare i controlli
    • Misure di controllo
    • Campagne di informazione ed educazione in favore della sicurezza stradale e della mobilità attiva
    • Coordinamento tra azioni di controllo e gestionali del traffico
  • Adozione di strumenti tecnici e normativi per il miglioramento della sicurezza degli spazi urbani
    • Valutazione delle caratteristiche tecniche e funzionali delle strade con particolare riferimento alle quelle esistenti
    • Proposte di modiche e/o aggiornamenti della normativa vigente
    • Adozione di linee guida e best practices
  • Linee di finanziamento in ambito europeo e nazionale  per interventi inerenti la sicurezza stradale
    • Principali strumenti utili a finanziare interventi per il miglioramento della sicurezza stradale
    • Criteri per l’individuazione dello strumento finanziario appropriato
    • Pianificazione del progetto, costruzione dell’eventuale partenariato e redazione della proposta progettuale
    • Azioni di controllo e monitoraggio

La consultazione resterà aperta dal 3 aprile al 3 maggio 2019.

Nella home page dedicata alle consultazioni sono indicate le finalità, l’oggetto e le modalità di intervento.